Bilancio Sociale 2014

I dati 2013 rilevati su un campione di associate

Storia

Legacoop Romagna – l’idea

Legacoop Romagna nasce nel 2013 dal progetto comune delle Leghe territoriali di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, di creare un’unica associazione di area romagnola che potesse rispondere alle esigenze delle cooperative unendo le competenze, le risorse e le forze delle strutture originarie. Legacoop Romagna fa riferimento ai valori dei padri fondatori della cooperazione e si riconosce negli scopi e nei principi promossi dall’Alleanza delle Cooperative Italiane.

Sono 447 le imprese che aderiscono a Legacoop Romagna. Le posizioni associative di queste imprese sono circa 108.100 (oltre alle circa 291.100 posizioni associative delle 20 realtà che operano nel territorio romagnolo con sede legale in altri territori) e i lavoratori sono più di 27.400 persone, comprese le quasi 3.300 che lavorano sul nostro territorio per realtà fuori sede.

Il valore della produzione delle associate a Legacoop Romagna è di circa 5,6 miliardi di euro, con una differenza tra valore e costi della produzione di circa 55,8 milioni di euro. Il patrimonio netto ammonta a oltre 2,7 miliardi di euro e il capitale sociale è di circa 0,7 miliardi di euro. Depositati presso le associate di Legacoop Romagna ci sono circa 141,8 milioni di euro di prestito sociale.

La nascita di Legacoop Romagna è preceduta da un anno di progettazione, in cui i team delle tre leghe territoriali hanno lavorato per definire i contorni di questa organizzazione, mettere in comune le esperienze, i modelli di supporto alle cooperative, le eccellenze.

Legacoop Romagna – la funzione

Le associate a Legacoop Romagna fanno riferimento a tre grandi filiere di attività: agroindustriale, lavoro, servizi e sociali. All’interno di queste filiere l’associazione si muove, rappresentando le imprese verso gli stakeholder, nei rapporti con la pubblica amministrazione, nei rapporti sindacali e creando reti e progetti di collaborazione e sviluppo tra le associate. L’associazione agisce anche trasversalmente ai settori, immaginando progetti innovativi, reti d’imprese e azioni di sviluppo. Legacoop Romagna si occupa inoltre della nascita e dello sviluppo di nuove imprese, basando questo lavoro sull’idea che sia la forma cooperativa quella giusta per affrontare questa fase storica, un modello che si fonda su principi di solidarietà, mutuo aiuto, eguaglianza, equità, democrazia economica. In questa fase di perdurante crisi, una struttura territoriale più ampia permette di mettere in rete le esperienze e le competenze per poter accompagnare le imprese anche nella fase di difficoltà, con i propri servizi tecnici e con la struttura politico-sindacale. Particolare attenzione in questa fase è riservata anche alle esperienze di workers buy out, accompagnando i lavoratori delle imprese in difficoltà (per fattori economici o per fattori legati alla delocalizzazione, o altra causa non connessa a crisi di mercato) a trasformarsi in imprenditori cooperativi, rilevando la precedente attività.

Legacoop Romagna – la governance

L’organo sovrano di Legacoop Romagna è l’Assemblea dei Delegati, composta da almeno un rappresentante di ciascuna delle imprese aderenti. L’organismo deliberativo è la Direzione, eletta dall’Assemblea e che a sua volta elegge il Consiglio di Presidenza, l’organo esecutivo, di 34 membri. Il Presidente e i Vice Presidenti sono eletti dal Consiglio di Presidenza sulla base dei nominativi indicati dalla Direzione e possono restare in carica al massimo per due mandati. La tecnostruttura fa capo a un Direttore Generale, nominato dal Consiglio di Presidenza. Alla base ci sono i coordinatori territoriali, uno per ogni provincia coinvolta, e un comitato di coordinamento di tutti i funzionari responsabili di settore, inseriti nelle tre filiere di attività: Agroalimentare, Lavoro, Servizi e Sociale.

dati sociali

POSIZIONI ASSOCIATIVE

Le posizioni associative delle imprese campione nel 2013 erano 52.550. Rispetto al 2012 si segnala un calo di 649 unità, per effetto di diminuzioni in particolare nei settori Servizi avanzati, Cultura e Media, Trasformazione e Sociali.


Posizioni associative per settori
Andamento Posizioni Associative Var. % '13-'12 distr. % per settore
Agricolo -0.6% 5.9%
Trasformazione -0.8% 29.9%
Pesca -7.2% 0.5%
Consumo 0.0% 0.6%
Dettaglianti 0.0% 0.3%
Progettazione 7.3% 0.1%
Costruzioni -2.3% 2.5%
Consorzi artigiani 4.8% 2.1%
Abitazione 0.4% 1.4%
Industriali -0.5% 1.5%
Energia 0.0% 0.9%
Trasporti e logistica -2.9% 2.0%
Facility -2.4% 3.6%
Servizi avanzati -3.7% 12.9%
Sociali -1.6% 13.7%
Cultura e media -2.2% 11.7%
Turismo e balneazione 1.1% 1.1%
Finanza e banche 1.8% 9.5%
Totale -1.2% 100.0%

PARTECIPAZIONE SOCIALE

Per comunicare con un così gran numero di soci, le associate scelgono i più diversi sistemi di relazione, e in particolare la comunicazione diretta, verbale (24%), quella scritta (23%) e gli avvisi in bacheca (18%). Oltre alle modalità riportate in grafico, inoltre, vengono utilizzati, tra gli altri, sms, intranet aziendale e asseblee territoriali.


CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Per quanto riguarda la governance si analizza il Consiglio di Amministrazione (in breve CdA), in quanto organo amministrativo rappresentativo della base sociale.

Per anzianità nei cda si intende il numero di mandati di permanenza medi dei consiglieri. La maggior parte dei consiglieri resta in carica da 1 a 3 mandati (43%), ma è piuttosto alto anche il numero dei consiglieri che fanno più di 3 mandati (32%).


Nonostante la maggioranza degli occupati nel mondo cooperativo sia di genere femminile, all’interno dei cda la presenza femminile è ancora molto bassa. Nella filiera dei Servizi e Sociali ci si attesta al 27%, raggiunto soprattutto grazie ai settori Sociale (50,0%) e Facility (46,7%).
Tra tutti gli altri settori, gli unici che raggiungono una presenza del 25% di donne nei cda sono il Consumo e Turismo e Balneazione. L’età media dei componenti i Consigli d’Amministrazione è di 51 anni.
Legacoop Romagna, nei confronti delle proprie associate, promuove iniziative di sensibilizzazione in tema di parità di genere e conciliazione. Negli organismi dell’Associazione è comunque garantita la presenza di almeno il 30% per ogni genere.


dati occupazionali

OCCUPATI

occupati per settore
Andamento Occupati Var. % '13-'12 distr. % per settore
Agricolo 0.3% 3.8%
Trasformazione 5.3% 30.9%
Pesca -3.6% 0.1%
Consumo -5.6% 0.1%
Dettaglianti 7.7% 1.5%
Progettazione -1.2% 0.5%
Costruzioni -1.8% 4.6%
Consorzi artigiani 1.6% 0.7%
Abitazione 0.0% 0.0%
Industriali 7.0% 7.0%
Energia n.s. 0.1%
Trasporti e logistica -7.3% 6.6%
Facility -2.3% 15.9%
Servizi avanzati 0.4% 3.8%
Sociali -4.9% 22.0%
Cultura e media -20.0% 0.3%
Turismo e balneazione 13.4% 2.0%
Finanza e banche 0.0% 0.1%
Totale 0.3% 100.0%

Nonostante le flessioni che si registrano nei dati economici, la cooperazione mantiene ancora per il 2013 stabile l’occupazione.
Questo anche per effetto dell’avvio piuttosto tardivo degli ammortizzatori sociali, che, se da una parte ha permesso di mantenere l’occupazione più a lungo anche nelle situazioni di difficoltà, in alcuni casi è stato un peso molto forte per alcune imprese già in situazione critica.
I bacini più grandi di occupazione, nel mondo Legacoop Romagna, sono la Trasformazione (filiera Agroalimentare), il Sociale e il Facility (filiera Servizi, che raccoglie il 51% degli occupati).
E’ importante evidenziare che il 3,6% degli occupati risulta appartenente a una categoria svantaggiata per un totale di 666 lavoratori.


Come già ricordato, la maggior parte degli occupati nella cooperazione di Legacoop Romagna sono donne. E’ motivo di orgoglio per la nostra organizzazione la consapevolezza che le cooperative sono state negli anni strumento di emancipazione femminile, grazie soprattutto al lavoro nelle filiere dei Servizi e dell’Agroalimentare.


tabella occupati donna per settore
Occupazione femminile per settore %
Agricolo 49.9%
Trasformazione 65.4%
Pesca 22.2%
Consumo 35.3%
Dettaglianti 13.1%
Progettazione 36.1%
Costruzioni 13.0%
Consorzi artigiani 29.0%
Abitazione 100.0%
Industriali 22.1%
Energia 47.1%
Trasporti e logistica 9.0%
Facility 82.3%
Servizi avanzati 71.1%
Sociali 65.1%
Cultura e media 39.6%
Turismo e balneazione 29.8%
Finanza e banche 61.9%
Totale 56.4%

La cooperazione nasce dall’unione delle forze di operai e braccianti per creare lavoro per sé e per le generazioni successive, e anche oggi, come mostra il grafico, la gran parte degli occupati nelle associate campione è inquadrabile nella qualifica di operaio. I settori che determinano questa percentuale così robusta (80%) sono Facility, Agricoltura, Trasformazione, Cultura e Media, Trasporti e Logistica e Sociali (tutti oltre l’80%).
Solo l’1% degli occupati è dirigente: questo anche per la presenza di molte associate di medio piccole dimensioni, infatti questo tipo di inquadramento è concentrato soprattutto nelle realtà di grandi dimensioni.


Nella cooperazione di Legacoop Romagna, l’occupazione è prevalentemente regolata da contratti dipendenti a tempo indeterminato (65%). Percentuali che arrivano al 100% nei settori Consumo, Abitazione, Energia, Finanza e Banche e superano il 90% nei Dettaglianti, nella Progettazione, nelle Costruzioni, nei Consorzi Artigiani, nelle Industriali, in Trasporti e Logistica, Facility e Servizi Avanzati.
Nella filiera Agroalimentare si registra, come prevedibile, una forte presenza di contratti avventizi e stagionali.
Solo l’8% degli occupati nel Campione sono assunti a Tempo Determinato.


ANZIANITA’ DI SERVIZIO-ETA’ ANAGRAFICA

La stabilità del personale, nel mondo cooperativo, è significativa: il 39% degli occupati è infatti nello stesso posto di lavoro da più di 10 anni, un altro 23% da 6 a 10 anni.
Questo, in parte, si riflette nel fatto che oltre il 63% degli occupati nel Campione abbia più di 40 anni, ma mantenendo comunque anche un importante numero di occupati sotto i 40 anni (37% del totale). Sono numeri che permettono di ipotizzare un buon equilibrio nel ricambio generazionale, all’interno delle associate rappresentate.


E’ positivo il dato del costo della formazione non obbligatoria (specifica e professionalizzante) che viene svolta nelle cooperative. Si tratta del 54% della formazione totale.

AMMORTIZZATORI SOCIALI

All’interno delle realtà del Campione, sono 563 le persone che hanno usufruito di cassa integrazione ordinaria nel 2013 e 260 di cassa integrazione straordinaria: in entrambi i casi i dipendenti fanno riferimento a imprese del settore Industriale, filiera Lavoro. 320 persone, tutte della filiera dei Servizi hanno avuto accesso alla cassa integrazione ordinaria in deroga e 149 di cig straordinaria in deroga (filiere Servizi e Lavoro).
105 lavoratori hanno aderito a un contratto di solidarietà, in questo caso afferenti a più settori. Per 12 persone è stata attivata una procedura di mobilità.
E’ bene sottolineare che all’interno del campione, non sono rendicontate alcune situazioni critiche, che andrebbero ad aumentare il numero degli strumenti attivati.


dati economici

VALORE DELLA PRODUZIONE

Valore della produzione
Andamento Valore della produzione Var. % '13-'12 distr. % per settore
Agricolo -5.0% 1.3%
Trasformazione 6.7% 27.9%
Pesca -3.6% 0.2%
Consumo -6.1% 0.1%
Dettaglianti 3.9% 21.5%
Progettazione 1.1% 0.3%
Costruzioni -2.3% 16.7%
Consorzi artigiani -23.7% 3.2%
Abitazione -74.7% 0.0%
Industriali -9.1% 8.5%
Energia 6.8% 4.7%
Trasporti e logistica -1.6% 5.2%
Facility 0.7% 2.6%
Servizi avanzati -1.7% 2.9%
Sociali 8.8% 4.1%
Cultura e media -4.4% 0.1%
Turismo e balneazione -27.5% 0.4%
Finanza e banche -14.4% 0.2%
Totale 0.5% 100.0%

Assistiamo a una sostanziale tenuta del valore della produzione complessivo, con variazioni significative però, tra un settore e l’altro.
Per quanto riguarda la filiera Agroalimentare (51% del valore della produzione di tutto il campione), la flessione evidenziata in ambito Agricolo è essenzialmente dovuta a una situazione, al netto della quale registreremmo una generale crescita del settore.
Lo stesso andamento si riscontra anche nei settori Consumo e Pesca. Al contrario, il settore Trasformazione registra una crescita determinata sia dagli effetti di operazioni straordinarie in una realtà individuata, che dall’incremento generalizzato del valore della produzione nelle altre realtà.
Più critico è invece l’andamento della filiera Lavoro (33% del totale), in cui soprattutto i settori delle Costruzioni e Consorzi artigiani registrano flessioni piuttosto generalizzate.
Nel settore Industriale le imprese che aumentano il proprio valore della produzione non compensano quelle che invece presentano un dato in perdita.
In controtendenza, all’interno della filiera Lavoro, si segnala la tenuta del settore Progettazione e la crescita del settore Energia.
Nella filiera dei Servizi (16% del totale) registriamo un incremento del valore della produzione nel settore Sociali, mentre generalizzate difficoltà vi sono nei settori Logistica e Trasporti, Servizi avanzati, Cultura e media, Turismo, Finanza e credito. Sostanzialmente stabile il settore Facility.


MARGINALITA’

Incidenza percentuale del risultato operativo e del risultato netto sul valore della produzione
Redditività Risultato Operativo Inc. % VDP Risultato netto Inc. % VDP
Agricolo 3.9% 0.7%
Trasformazione 0.6% 0.0%
Pesca 1.3% 0.5%
Consumo 0.6% 0.1%
Dettaglianti 2.2% 3.1%
Progettazione -1.4% -1.6%
Costruzioni 0.0% 1.7%
Consorzi artigiani -0.9% -0.7%
Abitazione -9.6% 0.0%
Industriali -2.5% -2.3%
Energia 1.7% 0.9%
Trasporti e logistica 0.3% -1.0%
Facility 6.4% 4.1%
Servizi avanzati 36.9% 11.7%
Sociali 2.3% 0.6%
Cultura e media -2.1% -5.8%
Turismo e balneazione -1.4% -3.2%
Totale 1.9% 1.2%
Inc. % Gestione finanziaria su VDP -0.5%
Nota bene: i dati non comprendono il settore Finanza e credito.

Il margine operativo complessivo delle realtà campione rappresenta appena il +1,9% di incidenza sul valore della produzione 2013 ed il risultato netto complessivo è pari all’ 1,2% di incidenza. Dal punto di vista delle redditività, molti settori presentano una marginalità operativa tendenzialmente positiva ed una marginalità netta quasi a pareggio. Nella filiera Lavoro, si rileva, tuttavia, il dato negativo del settore Industriale per alcune situazioni di perdita già dal risultato operativo e, in maniera più contenuta, dei settori Progettazione, Consorzi artigiani. Nella filiera Servizi e Sociali si evidenziano marginalità caratteristiche negative nel Turismo e balneazione e Cultura e media. In controtendenza, i settori Sociali, Facility e Servizi avanzati, quest’ultimo grazie all’andamento positivo di una realtà individuata.
Per quanto riguarda il risultato netto abbiamo una performance positiva di realtà individuate nelle Costruzioni, del settore Dettaglianti e nei Servizi Avanzati.

SALDO DELLA GESTIONE FINANZIARIA

La gestione finanziaria (saldo netto fra proventi e oneri finanaziari) appare di segno negativo e in termini relativi rappresenta circa il -0,5% del valore della produzione. Si segnala, tuttavia, che tale dato è influenzato positivamente in modo significativo da una realtà individuata del settore Costruzioni.


PATRIMONIO NETTO E PRESTITO SOCIALE

La consistenza patrimoniale delle associate campione è di 2.500 milioni di euro nel 2013, in lieve aumento rispetto al 2012 (+ 1,7%). Questo miglioramento si deve in particolare ai settori Dettaglianti, Costruzioni e Servizi Avanzati, mentre negativo è il dato di tendenza di Industriali, trasporti e Logistica, Finanza e Banche.

Consistenza patrimoniale 2013
Patrimonio netto distr. % per settore PN/Capitale investito
Agricolo 3.5% 50.4%
Trasformazione 11.1% 28.1%
Pesca 0.1% 54.9%
Consumo 0.0% 37.9%
Dettaglianti 22.7% 75.9%
Progettazione 0.3% 11.5%
Costruzioni 9.9% 14.1%
Consorzi artigiani 0.5% 8.1%
Abitazione 0.1% 86.0%
Industriali 9.4% 43.6%
Energia 0.3% 12.8%
Trasporti e logistica 1.6% 22.0%
Facility 4.7% 64.5%
Servizi avanzati 31.7% 46.8%
Sociali 1.9% 27.0%
Cultura e media 0.4% 69.3%
Turismo e balneazione 0.0% 14.8%
Finanza e banche 1.7% 20.8%
Totale 100.0% 36.0%

La filiera che contribuisce maggiormente al livello di patrimonio netto aggregato è quella dei Servizi, seguita dall’Agroalimentare.


Prestito sociale
Prestito sociale Var. % '13-'12 distr. % per settore
Agricolo -0.2% 8.6%
Trasformazione 10.2% 53.8%
Pesca -4.6% 0.2%
Costruzioni -5.6% 13.2%
Consorzi artigiani -5.2% 4.3%
Industriali -9.5% 10.5%
Trasporti e logistica 28.1% 3.2%
Facility 4.0% 2.9%
Sociali 12.8% 2.6%
Cultura e media -0.6% 0.7%
Totale 4.1% 100.0%

Il prestito sociale, nei settori in cui è presente, aumenta del 4,1% (arrivando a 103,6 mln di euro nel campione), in particolare nel settore della Trasformazione.
Anche il numero dei soci depositanti è in aumento del 7,3% arrivando alle 6.229 unità. In questo ambito è significativo anche il dato del prestito sociale verso cooperative che, pur non avendo la sede sociale in questo territorio, qui comunque operano e che aumentano di 2.118 i propri soci depositanti e di 45 mln il proprio prestito sociale complessivo.


SCAMBIO MUTUALISTICO

scambio mutualistico
Entità scambio mutualistico %
Costo lavoro soci 71.7%
Costo servizi soci 84.8%
Conferimenti da soci 81.2%
Vendite a soci 96.4%
la tabella rappresenta la media dell'attività svolta con i soci per ogni tipologia di scambio mutualistico

Lo scambio mutualistico è l’elemento fondante della società cooperativa: produrre beni, lavoro, servizi, o acquistare dai soci.
La percentuale di scambio mutualistico presente nelle cooperative aderenti a Legacoop Romagna soddisfa ampiamente lo scopo mutualistico. Le cooperative di lavoro hanno tra i loro lavoratori il 71,7% di soci, le cooperative di Servizi riservano ai soci l’84,8% delle loro prestazioni, le cooperative di conferimento acquistano per l’81,2% da soci e infine le cooperative di utenti vendono per il 96,4 ai propri soci.


DESTINAZIONE UTILE ESERCIZIO

destinazione utile d’esercizio
Destinazione utile esercizio distr. % per settore
Fondo sviluppo cooperativo 2.0%
Riserve 60.9%
Ristorno a utile 11.1%
Altre forme di distribuzione 25.8%
Copertura perdite 0.1%
Totale Utile 2013 100.0%
Nota: la quota destinata al Fondo sviluppo cooperativo risulta inferiore al 3% per la presenza nel campione di realtà non cooperative

Come segnalato nella tabella, oltre al 3% ai fondi di sviluppo cooperativo, quota di legge per le realtà cooperative (ma nel campione sono presenti anche società controllate che abbassano la media), la maggior parte degli utili viene destinato a riserva (60,9%) o a forme di distribuzione (ristorno, rivalutazione del capitale, dividendi) per un 36,9% di questi.


il valore della cooperazione sul territorio

VALORE AGGIUNTO

Distribuzione valore aggiunto per settore
Valore aggiunto distr. % per settore Inc. % VDP
Agricolo 3.1% 38.9%
Trasformazione 20.8% 12.5%
Pesca 0.2% 16.0%
Consumo 0.1% 9.4%
Dettaglianti 4.8% 3.7%
Progettazione 0.3% 15.7%
Costruzioni 18.3% 18.5%
Consorzi artigiani 1.1% 5.9%
Abitazione 0.0% 0.0%
Industriali 9.3% 18.4%
Energia 0.3% 1.0%
Trasporti e logistica 4.1% 13.3%
Facility 8.9% 56.5%
Servizi avanzati 13.2% 77.3%
Sociali 13.8% 56.3%
Cultura e media 0.3% 70.5%
Turismo e balneazione 0.8% 30.2%
Finanza e banche 0.8% 70.4%
Totale 100.0% 16.8%

Il valore aggiunto è il margine reddituale determinato per differenza fra il valore della produzione ed i costi operativi esterni, ovvero i costi di acquisto (beni e servizi) dei fattori produttivi da mercato e, quindi, rappresenta la ricchezza residua destinata alla remunerazione dei vari soggetti portatori di interesse (stakeholder), fra cui i soci, i lavoratori, l’impresa stessa in termini di autofinanziamento ed i soggetti terzi, quali Stato, Banche e la comunità in genere.
I valori cambiano molto anche in relazione alla dimensione delle imprese e dei settori, anche se vi sono cooperative tradizionalmente più votate a dare un contributo al territorio, in particolare quelle della filiera Servizi e Sociali.


Una delle caratteristiche principali della cooperazione è il suo legame diretto con il territorio, questo soprattutto perché essendo i soci stessi provenienti da quel territorio, è particolarmente alta la sensibilità verso aspetti di carattere sociale, culturale e ambientale del territorio stesso, ma anche rispondendo ai principi di solidarietà che la cooperazione porta con sé.


INIZIATIVE E SPONSORIZZAZIONI

Importante è il contributo generato dalle iniziative realizzate sul territorio da parte del sistema cooperativo e delle risorse spese in sponsorizzazioni, soprattutto in attività sociali e sportive.

La maggior parte delle donazioni e aiuti in natura che le realtà realizzano si rivolge a iniziative di carattere culturale e artistico, poi agli eventi sportivi (o il sostegno di singole squadre) e iniziative sociali. I settori che destinano più risorse a queste attività, all’interno del campione sono le Costruzioni e le cooperative Sociali.


LAVORO E SOSTENIBILITA’

Sono diversi gli strumenti che la cooperazione mette in campo per il benessere, la salute e la sicurezza e la conciliazione dei tempi di vita dei propri lavoratori.
I più diffusi nelle associate del campione sono sicuramente la formazione continua, l’assistenza sanitaria integrativa e la flessibilità oraria. Ma vanno segnalati anche programmi per la salute del lavoratore, posti di nido aziendale o interaziendale, job sharing e telelavoro. Esperienze che si stanno sempre di più diffondendo anche nel mondo cooperativo a partire dal settore Sociale, seguito dai Servizi Avanzati, dalla Trasformazione e dalle cooperative Industriali.

STRUMENTI ORGANIZZATIVO-GESTIONALI E CERTIFICAZIONI

Strumenti organizzativo-gestionali e certificazioni Qualità Cert. Ambientale Rendic. Sociale Mog 231/01 "Sicurezza OHSAS 18001:2007" Procedure interne Altro
Inc. su n° associate campione57.3%25.0%16.7%35.4%22.9%46.9%7.3%

Il dato legato ai principali strumenti gestionali conferma l’assoluta priorità dei sistemi di qualità ai sensi della norma UNI EN ISO 9001:2008. La norma è in fase di revisione, essendo pronta la nuova versione 9001:2015 per la quale poi saranno obbligatori gli aggiornamenti in occasione delle verifiche ispettive di rinnovo dei certificati.
La nuova norma, come richiesto anche dalla nostra organizzazione nei deputati tavoli tecnici UNI, dovrebbe migliorare la gestione documentale per rafforzare l’utilizzo il concetto legato alle buone prassi e alla smaterializzazione dei documenti.
I dati evidenziano lo sviluppo dei sistemi OHSAS, trainati anche dagli incentivi INAIL che, o direttamente oppure attraverso lo sgravio in tariffa richiesto con il modello OT24, hanno permesso la diffusione anche all’interno del mondo cooperativo dei modelli di gestione della sicurezza.
Si conferma un trend stazionario delle registrazioni EMAS, a favore di una “più semplice” UNI EN ISO 14001 che non presuppone controlli o verifiche da parte degli enti pubblici deputati (ARPA).


ATTENZIONE ALL’AMBIENTE E AL TERRITORIO

L’80% delle imprese campione effettuano la raccolta differenziata, raccogliendo in particolare carta (36,3%, soprattutto nel settore Trasformazione), vetro (28,8%, anche qui in particolare nella Trasformazione) e plastica (19,3%, maggioritariamente nel settore Industriale). Il settore che più differenzia è quello Industriale (con altre tipologie di materiali).
Se consideriamo che il piano regionale al 2020 si prefigge il raggiungimento dell’obiettivo del 70% di raccolta differenziata su tutto il territorio (RSU) e nell’ottica di quanto indicato dalla piramide rovesciata legata alla sostenibilità ambientale nella gestione dei rifiuti, il sistema cooperativo è sicuramente all’avanguardia. In quest’ottica, possono essere presenti margini di miglioramenti legati alla minor produzione di rifiuti nonchè al riutilizzo degli stessi, laddove consentito.


Valutando nel dettaglio poi le singole tipologie di rifiuto prodotto, certamente sono presenti in maggior percentuali quei materiali per i quali la raccolta differenziata è divenuta ormai pratica consolidata nel tempo (legno, plastica e cartone).
All’interno dei vari settori, svolgono un ruolo preponderante il settore della Trasformazione Agroalimentare e il settore delle cooperative Industriali, laddove è presente un processo produttivo. Nel momento in cui si realizza la lavorazione diretta di prodotti, la pratica della raccolta differenziata è oramai uno strumento consolidato per prevenire costi di smaltimento.


Sono soltanto il 3% i rifiuti pericolosi smaltiti e si concentrano nel settore Industriale.


CONSUMI IDRICI

E’ nella filiera Agroalimentare che si concentra il maggiore utilizzo di acqua, in particolare nella Trasformazione e nell’Agricoltura, ed è sempre in questi due settori che vi è il più consistente utilizzo di acqua da pozzo.
Stante questa natura dei consumi, le associate afferenti a questi due settori sono state coinvolte in passato nel progetto Life AQUA, il quale ha generato delle Best Practice per il risparmio idrico nelle associate agroalimentari.
Anche nel settore Industriale, il consumo di acqua da pozzo è maggioritario rispetto al consumo di acqua da acquedotto.


CONSUMI ELETTRICI

Sono in aumento negli anni gli strumenti alternativi di produzione elettrica rispetto all’acquisto sul mercato: il 25,5% del campione utilizza energia prodotta in cogenerazione (esclusivamente nella filiera Agroalimentare) mentre l’8,4% utilizza il fotovoltaico (con ampia diffusione in tutte le filiere). La produzione di energia da fotovoltaico ha visto un forte incremento negli ultimi cinque anni in funzione di almeno due aspetti rilevanti: gli incentivi legati all’installazione di pannelli in primis e in seconda battuta la necessità di rimuovere coperture in amianto dai tetti, presenti sugli stabilimenti produttivi di molte cooperative del settore.


Nota metodologica

Definizione del campione:

Per la realizzazione di questo bilancio sociale si è definito un campione rappresentativo di associate, seguendo criteri di significatività in termini di valore della produzione (85% della totalità), occupati (76%) e posizioni associative (49%).

le filiere e i settori:

Organizzazione dei dati:
La filiera Agroalimentare comprende i seguenti settori:
Agricolo
Consumo
Dettaglianti
Pesca
Trasformazione
La filiera Lavoro comprende i seguenti settori:
Abitazione
Consorzi artigiani
Costruzioni
Industriali
Progettazione
Energia
La filiera Servizi e Sociali comprende i seguenti settori:
Banche e finanza
Cultura e media
Facility
Logistica e Trasporti
Ristorazione
Servizi Avanzati
Sociali
Turismo e balneazione

anno di riferiemnto:

2013

fonte dati:

I dati sono stati rilevati sia tramite questionario di indagine sia attraverso analisi di dati pubblici disponibili (es. fascicoli di bilancio di esercizio),
i dati sono stati raccolti ed elaborati a cura di Federcoop Nullo Baldini.

Testi a cura del Gruppo di lavoro Rendicontazione Sociale di Legacoop Romagna e grafica di Cesare Gregori.